Ciao, sono Marco, qui dentro Nothing. Inside Nothing sarebbe il nick completo, ma poi si creano dei quiproquò con l’URL del dominio.
Lo ribadisco perché è da tanto tempo che non ci si sente, non vorrei che vi foste dimenticati di me.

Beh, in questo periodo sto seguendo un corso davvero interessante, e per cercare di non avere troppi rimpianti in futuro sto anche approfondendo nel tempo libero quei temi che non riusciamo a trattare durante il laboratorio. Il periodo è di quelli fertili, in cui si possono mettere in saccoccia un sacco di cosette, e migliorarne (dove è possibile) parecchie altre. Graficamente parlando, almeno.
Al mestiere
non serve il talento
ma al talento
il mestiere è indispensabile
Aleksandr Sokurov
Mi sono ordinato (da amazon: 100$ di spedizione, dal sito ufficiale, mi sembravano un po’ eccessivi) il numero 70 di Emigrè, e sono già qui che mi pregusto il ricco e lussuoso volumone. Farà compagnia a Graphic Design, Referenced, un altro ottimo (e recente) acquisto.
Vorrei scrivere qualcosa anche qui, ma il tempo per un pendolare è sempre troppo poco e fra scrivere e leggere preferisco leggere, per ora.
Magari devo abituarmi a raffazzonare post più corti, in stile twitter.
Tipo “E’ uscito Camino 2.0! Cheffigo! Aggiorno!” In effetti però avrò un account su twitter per qualcosa, no? Per il resto, attualmente il mio rapporto con questo blòg è molto così, con la differenza che la carne al fuoco ci sarebbe, ma è relegata alla sezione “Bozze”, forse per timidezza, forse per evitare di trasformare in dovere un piacere. Boh.
Poi dò sempre un occhio al Giappone, alle storie di chi c’è andato o sta per andarci, alle sue apparenti contraddizioni e a quel fascino che faccio fatica a ignorare. Va da sè che una sbirciata serale a Youkoso Itlalia, al blog di Pio d’Emilia, Giappio (ve lo ricordate Turisti per caso?) e ad un’altra manciata di buone fonti è ormai un’abitudine consolidata.
Vivendo per almeno 12 ore la settimana in treno un po’ di buona musica è essenziale per sopravvivere. Quindi Bran Van 3000 (grazie mitch!) e Them Crooked Vultures (grazie Zave!) a palla. Ci scappano anche un po’ di R.E.M, di tanto in tanto.
Dopo aver letto e amato sia “Il lupo della steppa” che “Dog, figlio di” (ne avevo già parlato qui), ora sento il bisogno di un po’ di Murakami. E’ il turno di “Dance Dance Dance”, se non sbaglio.
Quindi ora, più o meno, sapete che non sono ancora trapassato.
Ci si legge per qualche altro aggiornamento interessante. Sia on-line che off-line.
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