Apr 1, 2010
A volte ritornano: IDH
Originariamente postato domenica 28 febbraio 2009
Intelligent Dance Music scritto male? No, International Design Happenings @ Padova, ed è già magia.

Ques’anno (il ventesimo) l’ospite dell’evento organizzato dai tipi (in gamba) di Bellissimo e sponsorizzato dagli altri tipi (sempre in gamba) del Bombay Sapphire, è nientemeno di David Carson.
Potrei raccontarvi un sacco di aneddoti sulla serata, ma son cose un tantino troppo personali per piacere. Potrei parlare di via della navigazione interna, delle code (…) per entrare, dei gamberetti o del blu, ma non penso di esserne capace.
Quindi lascio la parola alle foto (ne aggiungerò strada facendo: sono tante e pesantucce). NdN: ridimensionandole ho scoperto di avere un paio di pixel bruciati sulla mia nuova (ma già amata) Nikon, e questo mi fa rispettosamente incazzare. E’ pure vero che su 10 milioni non ci si può stupire troppo se un paio di sovversivi decidono di rimanere sempre e comunque rossi, ma vabbè. Potrebbe essere un’ottima firma distintiva. O anche no, in effetti.
Ad ogni modo David Carson, oltre ad essere una persona estremamente piacevole, ha detto poche cose (per circa un’ora di “conferenza succosa”), ma tutte estremamente interessanti.
Ha parlato di ispirazione, di fotografie, di famiglia, di esperienze, di “esserci”. Ha tirato in ballo il processo creativo e di ricerca, i suoi dubbi rispetto a quella grafica senz’anima troppo dipendente dal software e senza una vera identità alle spalle, il rapporto con il committente e un altro paio di cosette sentite dalla maggior parte degli “addetti ai lavori” (e non solo, certamente).
“you have to be personal, nobody can top you there”
Quest’uomo è capace di catalizzare l’attenzione su di sè senza fare nulla di speciale, senza troppi giri di parole, senza risultare borioso.
Già gli ero riconoscente per il lavoro grafico alle spalle di “The Fragile” dei NIN, ma ora sento di essergli ancora più vicino: le immagini che tanto spesso si trovano nei libri di grafica si sono trasformate in una persona sorridente, in camicia, che nonostante tutto quello che ha visto e fatto ancora si riesce a stupire (e soprattutto) divertire del proprio lavoro.
Il messaggio è stato piuttosto chiaro. Se dovessi riassumerlo in poche parole, userei queste (che sento mio più di altre):
Work hard. Have fun.
Qui sotto i commenti scampati all’oblio.
Ahò, qui si vogliono vedere le foto! ;)
“You can find inspiration in happenings”… Bombay sapphire ftw!! :D
On-line le prime… Mmmh… 19 foto.
grande Mezza, sei sempre pieno di assi, che bello che è stato, spero che il prossimo anno chiamino qualcuno dellahttp://www.machinemolle.com
Grazie a te -e a quel malandrino di Enrico- di essere venuti, di aver superato le avversità (parlo della coda all’ingresso) e di aver provveduto ad un trasporto dignitoso.
A proposito di cose (in questo caso festival) interessanti, guarda qua:
http://www.offf.ws/
Carson.. troppo..un grande..ne è valsa la pena.. anche di fare quella lunga coda all’ingresso..bella la sua libertà..la sua spontaneità.. il suo..cercare e guardare.. quello che abbiamo intorno..!