Jun 15, 2009
Bone, 2800 lire fa
Nello stesso mese (giugno) di 13 anni fa, nel ’96, Macchia Nera dava alle stampe Bone di Jeff Smith.
Insidenothing, in principio, era nato proprio come sito d’approfondimento di questo grande fumetto, ma poi -si sa- le cose cambiano e si evolvono in un attimo, e quella prima versione provvisoria è rimasta on-line per meno di due settimane.
Per l’occasione avevo importunato anche il grande Francesco Artibani, storico (e davvero cordiale) curatore della testata.
In attesa che ci siano altri mutamenti di questo tipo, vi lascio con degli ottimi link e un discreto numero di amenità.

Ecco qui la rassegna dei personaggi princiapali della saga (se si esclude Nonna Ben, Lucius e RockJaw), ripresi tout-court dalle descrizioni apparse sui numeri 1 (Fone Bone, Smiley Bone, Phoney Bone, Thorn), 2 (i Rattodonti, Ted), 3 (il grande drago rosso) e 10 (l’Incappucciato, Kingdok) dalla prima edizione italiana di Bone.
Fone Bone: Costretto a far fronte, costantemente, alle situazioni più disparate, Fone Bone si preoccupa di togliere sempre le castagne dal fuoco delle macchinazioni “accese” del cugino Phoney Bone.Personaggio centrale nel racconto, non aspettatevi da lui il fascino dell’eroe inossidabile bensì quello di chi può vantare adorabili fragilità. Da quando ha fatto la sua comparsa nella Valle, strani e minacciosi eventi hanno afflitto i suoi abitanti. E’ forse Fone Bone l’elemento catalizzatore che risveglia tali oscuri accadimenti, o non sono piuttosto gli abitanti della Valle a doversi considerare fortunati perchè c’è Bone a togliere le castagne dal fuoco, stavolta per conto di tutti?! Bone ha un debole per Thorn. Vogliamo dire che a lui Thorn piace “veramente”, anche se le sue lettere d’amore non sempre saranno così riuscite…
Smiley Bone: Specializzato in imprese fallimentari, Smiley è nato per cacciarsi nei guai e per uscirne come se niente fosse. Si rivela così come il perfetto complice e confidente di Phoney. In grado di percorrere con noncurante e beata ingenuità i vicoli ciechi degli inganni escogitati dal cugino, riesce a distinguersi soprattutto per la sua irrefrenabile e divertente stoltezza.
Phoney Bone: Il suo nome è Phoncible P. Bone, meglio conosciuto come Phoney Bone. La sua occupazione prediletta è architettare senza sosta raggiri di “sicuro insuccesso”, ma dopo aver scatenato una gran baraonda, scopriamo che la consistenza dei suoi loschi piani è misera quanto la sua inclinazione all’autocritica. Assolutamente incapace di imparare dai propri errori, stupisce per la proterva determinazione con cui impone agli eventi di precipitare. Guardato con indulgente e sconsolata rassegnazione dal cugino Fone Bone si rivela, però, degno di un misterioso interesse… Qualcuno è ossessionato dalla stella che porta sul petto!
Thorn: Alta poco più di un metro e sessantacinque, intensi occhi azzurri e morbidi capelli castani, Thorn è la prima aparizione umana nella strana Valle in cui Fone Bone ha trascorso l’inverno.Arriva un momento nella vita di ognuno, in cui il felice rifugio della giovinezza deve aprirsi alle responsabilità dell’età adulta. Thorn è giunta a questo fatidico bivio. Le serviranno coraggio e fermezza per affrontare i cambiamenti che l’attendono e, se ciò non dovesse bastare, chissà che non debba trovarsi, prima o poi, di fronte a qualche inusuale dichiarazione d’amore…
Rattodonti: I Rattodonti sono delle creature decisamente singolari: dall’aspetto imponente e dotati di forza straordinaria, ripiegano volentieri su atteggiamenti goffi e maldestri, portando in giro con assoluta nonchalance i loro 230 chili di stupidità. Superficiali e ottusi, due di loro possono essere ormai considerati degli “intimi” di Bone: una coppia di cialtroni integrali, che, per fortuna del nostro eroe, sono assolutamente incapaci di assumersi le loro nefaste responsabilità.
Mostri dagli occhi rosso rubino e dal folto pelo grigio – bruno, i Rattodonti hanno un debole per i piccoli mammiferi morti e, soprattutto, per la quiche!
Che altro dire di loro?! Presi singolarmente i Rattodonti sono indispensabili rappresentanti del folklore locale, ma sarà bene non sottovalutare la loro terrificante azione di massa…
Ted la cimice: La più grande abilità di Ted consiste nel protrarre la sua permanenza in un luogo esattamente per il tempo in cui tutto fila liscio. Se le cose si mettono male… beh, Ted non è il tipo che si fa scrupoli nel lasciare una conversazione a metà!
Nonostante questo Ted è un amico fidato e sincero, molto sicuro del fatto suo: è una delle cimici più simpatiche che la storia entomologica ricordi. E’ solo un po’ suscettibile per via della sua statura, ma dopotutto ci sono delle ottime ragioni, oltre a quelle suggerite dalla sensibilità e dalla buona educazione, per non dare importanza alle sue minuscole dimensioni.
Anzi, c’è una sola ottima ragione: un fratellone alto due metri. E comunque, come si dice, non è davvero il caso di lasciarsi ingannare dalle apparenze: non è soltanto guardandosi negli occhi che si diventa amici!
Il grande drago rosso: Laconico quanto basta per diventare un tipo decisamente interessante, il grande drago rosso compensa quella certa mancanza di loquacità con il tempismo abile e sicuro di chi sa quello che fa.
Da quando è nella Valle, l’indifeso Bone può contare sul suo intervento, che arriva sempre, puntuale e immancabile, a salvargli la vita. Tra il gigante rosso e Bone forse è cominciato tutto per caso, o per simpatia, o ancora per uno slancio irresistibile, ma come sempre accade in queste situazioni, un fugace colpo di fulmine si è subito trasformato in una pesante responsabilità.
Eppure… strane ombre e vecchie rugginisi addensano sul passato del drago e della inespugnabile Rose Ben (la nonna, tanto per intenderci): chissà che l’irreprensibile “ignifago” non abbia qualcosa da farsi personare!
Speriamo che il suo fascino impassibile alla Humprey Bogart non nasconda un carattere capriccioso e inaffidabile…
L’Incappucciato: E’ il personaggio più indefinitivamente misterioso della saga di Bone, così come altrettanto indefinitamente misteriose sono le ragioni che lo spingono ad interessarsi a Phoney Bone. Il peggiore dei cugini di Boneville è una vera ossessione per l’Incappucciato, al punto tale da convincere l’enigmatica figura a muovere interi battaglioni di migliaia di Rattodonti, alla ricerca di “Colui Che Porta La Stella”.
Ma l’Incappucciato non agisce seguendo una sua iniziativa: sopra dli lui, a manovrare i fili di questo grande intrigo, c’è qualcuno di ancora più potente, enigmatico ed inquietante. Si tratta del Signore delle Locuste, l’incorporea nemesi degli abitanti della Valle, incontrato soltanto lo scorso numero ma rivelatosi però come una vecchia conoscenza per Nonna Ben; una minaccia antica tornata per completare un piano di conquista e distruzione iniziato tanto tempo prima.
Se il Signore delle Locuste e l’Incappucciato hanno un volto, nessuno ancora lo conosce: siamo soltanto certi che si tratta di due avversari terribili, pronti a dare il peggio di sè…
Kingdok: Da sempre implacabile nemico della famiglia reale di Atheia, il massiccio e imponente Kingdok è il comandante supremo delle orde sterminate di Rattodonti. Fu egli stesso, tanti anni prima, a guidare l’attacco fatale alla pattuglia reale di Atheia, durante l’ultima della sanguinose Notti del Fulmine, nell’assalto in cui persero la vita il re e la regina, i genitori della piccola Thorn, miracolosamente sfuggita all’agguato. Il suo conto in sospeso con i sovrani del reame è ancora apero, quindi, ma stavolta l’esito della sfida si presenta particolarmente incerto. Thorn non è più una bambina indifesa e accanto a lei ha Fone Bone, il più piccolo dei grandi eroi. Malgrado la statura, la forza brutale e il suo scettro di comando, il grande Kingdok prende però ancora degli ordini, e li esegue nella maniera più remissiva quando ad impartirli è il suo diretto superiore, l’Incappucciato.
L’enorme Rattodonte vive un rapporto particolarmente conflittuale con il suo signore; malgrado il ruolo ricoperto, Kingdok aspira ad essere più di quanto ora non sia, tolerando sempre meno il suo ruolo di servo ubbidiente.
Dalla sua parte Kingdok ha un esercito sconfinato e nulla gli impedirebbe di guidare una ribellione. La ricerca del potere assoluto e piccoli calcoli opportunistici lo portano ancora a prendere tempo, ma quando questa attesa avrà fine, Kingdok tenterà di cambiare l’ordine della cose, ed allora la sua mossa avrà degli effetti devastanti…

Link:
- Intervista esclusiva a Jeff Smith, Nella valle incantata di Bone, Sembra Oggi e Bone in Italia (Lospaziobianco)
- Alexandra DuPont Interviews BONE Creator Jeff Smith! 1^ parte, 2^ parte, 3^ parte (Aicn)
…E, per finire, una bella prefazione di Silver:
Se Jeff Smith non avesse inventato Bone, l’avrei fatto io.Molto meglio per tutti che ci abbia pensato lui,
intendiamoci. Fatto sta che Bone fa parte di quella
sceltissima schiera di personaggi che non potevano non esserci.
Anzi, non ci passa neanche per la testa che non esistessero prima che
qualcuno li creasse. E allora dico che se quella concatenazione di
pensieri, quel provvidenziale corto circuito mentale che ha originato
Bone avesse colpito me, con ogni probabilità ne sarebbe scaturito
qualcosa di molto simile; perché mi riconosco non solo nel
personaggio, ma nelle sue atmosfere, nella sua poesia, nelle sue notti
buie, nelle folate di vento che attraversano le pagine, nel tratto, ereditato
dal nostro amato Walt Kelly. Ma, ripeto, molto meglio per me e
per voi che tutto ciò sia accaduto a Jeff Smith: sì, il bianco del mio
Bone non avrebbe mai retto il confronto col suo.
Così una notte che il bambino dei vicini strillerà, o una colica
intestinale ci avrà turbato il sonno, ci ritroveremo accovacciati sulla
vecchia poltrona arrotolati in un plaid, al tremulo lume di una
abat-jour, a farci raccontare per l’ennesima volta la fiaba di Bone.
Ancora una volta, zio Jeff