Inside Nothing

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Work hard. Have fun.

C’è di che sorridere

E’ decisamente spiacevole quando un sito a cui sei affezionato chiude i battenti.

Sembrava proprio questo il caso di De:Code, diretto discendente dell’altrettanto ottimo/defunto Comics Code. Fortunatamente, però, in questo caso il cambiamento non è irreversibile, e il sito in questione è diventato un pdf bimestrale, scaricabile e succulento, disponibile su Glamazonia.it, storico portale dedicato alla nona arte.

Ecco qui la scaletta di questo primo numero:

* De:Rive – Editoriale
* a cura della Redazione
* De:Facto – “Doppio Lavoro”: intervista a Tito Faraci
* di Antonio Solinas
* Mixtape – Dualismi
* a cura di Antonio Solinas
* De:Finizioni – La doppia carriera di Mr. Bolland
* di Antonio Solinas
* De:Coder – Doppi e doppioni dell’italica editoria
* di Simone Satta
* De:Finizioni – Elogio del doppio: dal Multiverso a Batman R.I.P.
* di Nicola Peruzzi
* Sparring Partners
* di Antonio Solinas e Giovanni Agozzino
* De:Finizioni – Doppio Mistico: dualismo religioso nella mitologia e nei comic books
* di Andrea Cantucci
* De:Facto – Doppio Mento: i supereroi decaduti di Donald Soffritti
* di Antonio Solinas
* De:Finizioni – Floyd Gottfredson ed i pericolosi doppi di Topolino
* di Nicola Peruzzi
* Guest List – “Ciao, facciamo un doppio?”
* di Roberto Recchioni
* De:Finizioni – Promethea: la doppia natura dell’esistenza
* di Andrea Cantucci

Inoltre, da qualche tempo ho scoperto questo progetto, utile per chi vuole addentrarsi (col lanternino) negli impervi e misteriosi meandri dell’unicode. Può tornare utile.

Come se non bastasse, mi sono scaricato la terza versione di NeoOffice, e mando volentieri in pensione OpenOffice, che per quanto “ufficiale” e ben supportato, a mio parere non regge il confronto.

Poi, vediamo… E’ stato annunciato un nuovo episodio di Zelda per Nintendo DS e, anche se a prima vista lo considero fuffa, al massimo spolvero Link’s Awakening per riprendermi dal trauma del ‘Link ferroviere’ e rinsaldare quel po’ di ottimismo che mi rimane quando parlo di Nintendo.
C’è poi quest’altro progetto, Fez, che ormai (lo aspetto da mesi e mesi e mesi) è in fase avanzata di sviluppo, e non vedo l’ora di provare. Graficamente è spettacolare.

Fez

Nel weekend mi sono visto due bei film: The Big Sleep (in divx) e Gran Torino (al cinema), e spero di godermi al più presto anche Ponyo di Miyazaki, se qualcuno avrà la bontà di proiettarlo.

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I consigli di Milton Glaser

Studiando grafica possono succedere cose inaspettate, come trovare un manifesto che potrebbe fare da perfetto corollario a un post dell’amico mitch (sono quasi emozionato, è il primo link al suo antro), oppure trovare un ispirato scritto del celebre graphic designer Milton Glaser sul sole24ore (l’originale qui).

Se non sapete chi è Milton Glaser, spostate un attimo le pupille qui sotto.

I love NY

Dieci cose che ho imparato

1) Lavora solo con persone che ti piacciono
Questa è una regola strana e mi ci è voluto del tempo per impararla. All’inizio della mia carriera pensavo che fosse vero il contrario. Il professionismo significava che le persone per cui lavoravi non dovevano esserti particolarmente simpatiche o almeno che dovevi tenerti a debita distanza. Per me significava che non avrei mai pranzato con loro né li avrei visti in altre occasioni sociali. Qualche anno fa ho capito che era vero esattamente l’opposto. Ho scoperto che tutto il lavoro che ho fatto e che ha un qualche significato era il risultato di una relazione positiva, affettiva, con il cliente. Non sto parlando di professionalità, ma di affetto. Sto parlando di un cliente con cui si condivide qualcosa. La tua visione della vita deve essere in qualche modo coerente con quella del cliente. Altrimenti è una battaglia acida e senza speranze.

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Design or Die

Me ne sono accorto solo stamane, anche se i dubbi insinuati dal sito (nel quale da troppo tempo venivano posticipati i fantomatici aggiornamenti) cominciavano ad “impensierirmi”.

Designer republic

The Designers Republic non esiste più.

Chiunque operi (a qualunque livello) nel campo della grafica/design non ha certo bisogno di farsi spiegare perché questa perdita è significativa.

Gli archivi sono disponibili all’indirizzo pho-ku.com, una breve intervista a Ian Anderson su creativereview.co.uk.

Non ci provo neanche, a dargli un titolo.

Oggi è una giornata strana. Una di quelle in cui non hai certezze, e credi di avere la mente abbastanza aperta per qualsiasi tipo di verità.
Magari è solo la musica, quella che ti scava dentro, o un po’ di nostalgia per dei ricordi che forse non sono proprio proprio sinceri (Benni, con i suoi restauratori, ci aveva visto giusto, vedi Elianto).

Di una sola cosa sono convinto: di questo post mi pentirò, ma d’altronde a cosa serve avere un blog, se non per arrivare a qualcosa? Sinceramente scrivere mi aiuta… Anzi, mi diverte, perché la parola “aiuto” sottintende un bisogno di protezione, di cura, di cui non sento il bisogno.

Scrivere mi diverte, dicevo, e anche raccontare, di tanto in tanto.

Raccontare di come provi sentimenti contrastanti per una persona che praticamente non conosco, di come il ticchettio della tastiera mi ricordi la pioggia, di come mi senta in questo momento.

Certe cose non si fanno perché bisogna farle, o perché sia giusto, ma solo perchè ne vale la pena. Provare, azzardare, saltare.

Posso solo immaginare le espressioni dei temerari che stanno leggendo, di quelli che crederanno (sbagliando) che mi sia fatto un paio di birre di troppo, di quelli che penseranno che sono sincero, di quelli che (non?) penseranno e basta, di… Quelli.

Non abbiate timore di farmelo notare, che certe cose non si fanno.

A presto.

Teniamoli d’occhio

Non ho resistito. Nonostante questo post nasca incompleto il tempo stringe, perché l’anno bisestile in cui ci troviamo è agli sgoccioli.
In questa sede, infatti, vorrei elencare alcuni siti/progetti che per una cosa o per l’altra promettono bene, e sembrano destinati ad avere successo. Sarà molto più gratificante, a quel punto, affermare “Ehh, l’avevo ben detto, nel 2008!”, non trovate?

Segnalerò le varie integrazioni nei commenti, nel frattempo segnatevi pure l’URL!

Stencyl

Stencyl

Questo tool per la creazione di videogames 2d, già in sviluppo da qualche mese, parte da ottimi presupposti. E’ (cioè sarà) multipiattaforma (Windows, Linux, Mac OS), gratuito e soprattutto completamente visuale. Questo significa che non sarà necessario scrivere nemmeno una linea di codice per poterlo sfruttare al 100%.

Vanilla 2, “Garden”

Vanilla

Esistono decine e decine di software per l’amministrazione di un forum: dal costoso ma potente vBulletin al camaleontico Simple Machine. Nel versante più “minimalista” della categoria vanno sicuramente menzionati due prodotti molto apprezzati per stabilità e immediatezza: PunBB (o FluxBB che dir si voglia) e Vanilla. L’autore di quest’ultimo sta riscrivendo da zero il framework Lussumo, e sembra proprio stia facendo un ottimo lavoro.

Sweetcron

Sweetcron

Un’idea banale, ma piuttosto interessare: integrare in maniera nativa tutte le attività dei “servizi” a cui siamo abituati (delicious, flickr, twitter…) nel nostro blog. Una specie di aggregatore (a immagine e somiglianza di wordpress) della nostra “vita digitale”.

Smuvi, lloogg, post<li>…

Smuvi

Questi progetti hanno tutti un (nick)name in comune: antirez, che secondo me è una delle figure più interessanti dell’attuale panorama informatico italiano. I software che ne vengono fuori si contraddistinguono per l’elevata usabilità, una grafica minimale e una certa originalità di fondo, che li rende interessanti oltre che utili.

Spot.us

Spot-us

E’ interessante constatare come un intraprendente 26enne, con determinazione e un pizzico di fortuna, riesca a smuovere qualcosa in un settore complesso come il giornalismo, grazie ad un “modello” innovativo e coerente con i propri obiettivi/limiti. In futuro potrebbe regalarci delle gradite sorprese: ne parlano in molti.

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Ultimi commenti:

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  • : “I consigli di Milton Glaser” (italian)
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