Inside Nothing

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Work hard. Have fun.

Bone, 2800 lire fa

Nello stesso mese (giugno) di 13 anni fa, nel ’96, Macchia Nera dava alle stampe Bone di Jeff Smith.

Insidenothing, in principio, era nato proprio come sito d’approfondimento di questo grande fumetto, ma poi -si sa- le cose cambiano e si evolvono in un attimo, e quella prima versione provvisoria è rimasta on-line per meno di due settimane.
Per l’occasione avevo importunato anche il grande Francesco Artibani, storico (e davvero cordiale) curatore della testata.

In attesa che ci siano altri mutamenti di questo tipo, vi lascio con degli ottimi link e un discreto numero di amenità.

Copertina Bone #3

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As times goes by…

Rat-Man

Vengo pubblicato su Rat-Man (per un disegnetto che neanche mi ricordavo di aver fatto), sul blog di Massimo Bonfatti e perfino sulla posta di Game Pro; mi sono addirittura spinto ad aggiornare la pagina “About”, che fino a un quarto d’ora fa conteneva solo un indirizzo e-mail, e qualcuno ha ancora il coraggio di affermare che sono pigro, che sforno pochi post!

Inutile dire che avete ragione, tutti: sto solo cercando di prendere tempo…

Stay tuned.

C’è di che sorridere

E’ decisamente spiacevole quando un sito a cui sei affezionato chiude i battenti.

Sembrava proprio questo il caso di De:Code, diretto discendente dell’altrettanto ottimo/defunto Comics Code. Fortunatamente, però, in questo caso il cambiamento non è irreversibile, e il sito in questione è diventato un pdf bimestrale, scaricabile e succulento, disponibile su Glamazonia.it, storico portale dedicato alla nona arte.

Ecco qui la scaletta di questo primo numero:

* De:Rive – Editoriale
* a cura della Redazione
* De:Facto – “Doppio Lavoro”: intervista a Tito Faraci
* di Antonio Solinas
* Mixtape – Dualismi
* a cura di Antonio Solinas
* De:Finizioni – La doppia carriera di Mr. Bolland
* di Antonio Solinas
* De:Coder – Doppi e doppioni dell’italica editoria
* di Simone Satta
* De:Finizioni – Elogio del doppio: dal Multiverso a Batman R.I.P.
* di Nicola Peruzzi
* Sparring Partners
* di Antonio Solinas e Giovanni Agozzino
* De:Finizioni – Doppio Mistico: dualismo religioso nella mitologia e nei comic books
* di Andrea Cantucci
* De:Facto – Doppio Mento: i supereroi decaduti di Donald Soffritti
* di Antonio Solinas
* De:Finizioni – Floyd Gottfredson ed i pericolosi doppi di Topolino
* di Nicola Peruzzi
* Guest List – “Ciao, facciamo un doppio?”
* di Roberto Recchioni
* De:Finizioni – Promethea: la doppia natura dell’esistenza
* di Andrea Cantucci

Inoltre, da qualche tempo ho scoperto questo progetto, utile per chi vuole addentrarsi (col lanternino) negli impervi e misteriosi meandri dell’unicode. Può tornare utile.

Come se non bastasse, mi sono scaricato la terza versione di NeoOffice, e mando volentieri in pensione OpenOffice, che per quanto “ufficiale” e ben supportato, a mio parere non regge il confronto.

Poi, vediamo… E’ stato annunciato un nuovo episodio di Zelda per Nintendo DS e, anche se a prima vista lo considero fuffa, al massimo spolvero Link’s Awakening per riprendermi dal trauma del ‘Link ferroviere’ e rinsaldare quel po’ di ottimismo che mi rimane quando parlo di Nintendo.
C’è poi quest’altro progetto, Fez, che ormai (lo aspetto da mesi e mesi e mesi) è in fase avanzata di sviluppo, e non vedo l’ora di provare. Graficamente è spettacolare.

Fez

Nel weekend mi sono visto due bei film: The Big Sleep (in divx) e Gran Torino (al cinema), e spero di godermi al più presto anche Ponyo di Miyazaki, se qualcuno avrà la bontà di proiettarlo.

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I consigli di Milton Glaser

Studiando grafica possono succedere cose inaspettate, come trovare un manifesto che potrebbe fare da perfetto corollario a un post dell’amico mitch (sono quasi emozionato, è il primo link al suo antro), oppure trovare un ispirato scritto del celebre graphic designer Milton Glaser sul sole24ore (l’originale qui).

Se non sapete chi è Milton Glaser, spostate un attimo le pupille qui sotto.

I love NY

Dieci cose che ho imparato

1) Lavora solo con persone che ti piacciono
Questa è una regola strana e mi ci è voluto del tempo per impararla. All’inizio della mia carriera pensavo che fosse vero il contrario. Il professionismo significava che le persone per cui lavoravi non dovevano esserti particolarmente simpatiche o almeno che dovevi tenerti a debita distanza. Per me significava che non avrei mai pranzato con loro né li avrei visti in altre occasioni sociali. Qualche anno fa ho capito che era vero esattamente l’opposto. Ho scoperto che tutto il lavoro che ho fatto e che ha un qualche significato era il risultato di una relazione positiva, affettiva, con il cliente. Non sto parlando di professionalità, ma di affetto. Sto parlando di un cliente con cui si condivide qualcosa. La tua visione della vita deve essere in qualche modo coerente con quella del cliente. Altrimenti è una battaglia acida e senza speranze.

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BilBOlbul

Posso ignorare molte cose senza fare un piega, ma il fumetto evidentemente non è una di queste.

A bologna, negli ultimi giorni, c’è (stato) un festival molto interessante, una ghiotta occasione per tutti i fumettari che si rispettino.

Senza “perdere tempo” a copincollare tutti gli appuntamenti interessanti di questa 3^ edizione di BilBOlbul (che potete trovare qui), sottolineo il piatto forte del tutto, ovvero la mostra dedicata ad uno dei mostri sacri del fumetto italiano e internazionale, Sergio Toppi.

Non mi dilungherò certo spiegando perché Sergio Toppi è Sergio Toppi (per questo basta leggere/guardare una sua opera) ma vi lascio con questa citazione a cui sono particolarmente legato:

Il Collezionista

“Molte volte mi sono sorpreso a pensare a come la matita o la penna del disegnatore possano assomigliare a un amo, sospeso all’estremità del filo di una canna. Dove immergere l’amo-penna? Per il disegnatore-pescatore esistono infinite possibilità: specchi di acque tranquille dove aggiudicarsi storie di tutto riposo, fiumi impetuosi prodighi di racconti d’avventura dal ritmo travolgente e poi, sconfinato, il mare della letteratura.

Qui c’è tutto: vene superficiali e correnti profonde, acque placide che nascondono zone inquietanti, tratti tempestosi quasi inavvicinabili con onde che salgono ad altezze inaudite. Ecco, per il disegnatore-pescatore affondare l’amo in questa distesa diventa una tentazione.”

P.S. Ne approfitto per ricordare un altro grande maestro, scomparso ormai dieci anni fa: Giovan Battista Carpi. Ho troppi bei ricordi legati a questo nome per poterli condensare frettolosamente qui sotto. Preferisco ritornarci in futuro.

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  • admin: Ahah, in effetti ho fatto un epic fail con quell’affermazione, grazie di averlo sottolineato, Reluma. XD...
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