Inside Nothing

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•••Anch'io ho visto di meglio

(But) Only if you run

Dev’essere l’estate, che mi rende pigro. Di scrivere, intendo.
Non sarà una tragedia, ma quando rientri nel tuo blog e ti chiedi perché ci sia sempre lo stesso articolo in top (si, in fondo lo posso anche tollerare che non si cambiano da soli), forse è tempo di aggiornare.

Ma il caldo, gli insetti, le pulizie, i menù…

Fate come me, ascoltate (previo economico scaricamento) il nuovo album di Julian (Paul) Plenti e prendetevi un po’ di tempo per voi, se e come potete. Altro che InsideNothing.

Julian Plenti is... Skyscraper

…E altro che tutorial sulla gestione delle immagini, promesso e inziato, ma ancora decisamente troppo triste per essere pubblicato. Sarebbe una farsa, come un logo in jpeg o il sito del turismo italiano.
Ma, continuando sulla linea Julian Plenti, questa volta non sfugge ai complimenti il buon Zave, alias Mattia Ravanelli. Non solo ha un blog che è sempre un piacere leggere (“purtroppo” si discute anche dello sport nazionale ogni tanto, ma poi passa…), ma è anche colui che tempo fa mi fece conoscere i Soundgarden. Era un piccolo riquadro di approfondimento (parlo di NRU) che rigurdava Super Metroid, faceva l’occhiolino a Superunknown e aveva un retrogusto tutto anni ‘90 (94, per l’esattezza).
Un grande, insomma.

Visto che sono in tema zucchero, vi presento anche quale potrebbe essere il mio prossimo cellulare. Non tanto per riempire spazio (anche), ma soprattutto perché è uno di quegli argomenti in cui sono particolarmente ignorante e svogliato, e se avete consigli buoni da darmi siete i benvenuti fra i commentatori.

Nokia 3720... Il mio prossimo cellulare?

Fondamentalmente li odio, con le loro musichette irritanti e le perenni attenzioni di cui abbisognano, ma come tutte le convivenze forzate bisogna cercare di renderle almeno vagamente civili, se non proprio piacevoli.

Un cellulare presentato come robusto, con un bel design e resistente all’acqua non può che starmi simpatico: peccato che poi Vodafone (o chi per esso) debba dire la sua. Skype è un’alternativa di ripiego, Google Voice, se arriverà da noi… Ecco, aspettiamo che arrivi, poi magari ne parleremo.

Per finire, informo amici e conoscenti che finalmente ho rimediato Killer 7 (recensito sempre su NRU proprio da Zave, se non sbaglio), e il cubetto è contento. Io pure.

Italia Wave

Ma quanto bello è questo manifesto? Ottima scelta quella di contattare Moebius, complimenti agli organizzatori.
E, fra una settimana, tutti a Livorno!

Aggiornamento: dedico questa traccia all’amico db. La scena è stata di quelle da ricordare: all’uscita dello stadio, assordati e malconci dopo la maestosa performance di Aphex Twin, il parzialmente deluso “uomo-foto” se ne esce con qualcosa tipo “si, ma ’sto qua fa solo roba kunz!kunz!kunz!tutututu!Kunz!Kunz!, che palleee!”.

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Un attimo dopo ci ha raggiunto questa melodia. Epico.

180 secondi

…Il tempo per scrivere questo post!

Allora, partiamo dalle letture:
Sto sfogliando il primo numero di ANIMAls, una nuovissima rivista di fumetti che parte da presupposti (e collaboratori) interessanti. Potete ordinarla anche voi, come ho fatto anch’io, comodamente da qui.

Inoltre mi sono preso Dog , figlio di di Mickey Spillane, perchè i consigli di Tito Faraci mi piace ascoltarli. Ovviamente non viene ristampato da trent’anni.

R.fm

Segnalo poi i seguenti siti web: r.fm (Underground Evolved), dropular (media Bookmarking), ffffound! e cpluv (una vecchia conoscenza…). Ottime risorse di informazione e ispirazione, sono quasi geloso di condividerle.

Trent Reznor

Muzic: in questi giorni sto assaporando i lavori “giovanili” di Trent Reznor e soci, in particolare Broken e Fixed. Trovo sempre tempo anche per ascoltare Sultan of Sentiment (The Van Pelt), Adore (Smashing Pumpkins) e The Private Press (Dj Shadow).

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Vorrei partecipare a questo concorso (grazie, Paola!), sperando che per logo “logo” si intenda marchio.

Prestissimo Presto Prossimamente un post dedicato ai formati grafici, perché le immagini sono le forme di vita più maltrattate del web.

Drexciya

Underground Resistance.
Un nome interessante, che affonda le radici nella capitale della musica techno -e degli infiniti ‘movimenti’ e subculture che ne sono derivate-, Detroit.

UR

I nomi che gravitano attorno a questo ‘collettivo’ sono tanti e hanno la particolarità di essere accomunati da un certo alone di mistero. Basti pensare al progetto musicale Drexciya, formato dal duo James Stinson / Gerald Donald (di cui si sentirà parlare anche a proposito di Arpanet, Japanese Telecom e Dopplereffekt).

Ma facciamo un passo indietro proprio su questo progetto ’sperimentale’ in cui è difficile scindere la realtà dal ‘mito’.

Nel 1992 i Drexciya danno alle stampe il loro disco d’esordio, Deep Sea Dweller. Ad interessarsene fu la Shockwave records, un’etichetta ormai scomparsa, ma che all’epoca era distribuita dalla Submerge, collegata a doppio filo con l’UR (leggasi: con Mike ‘Mad‘ Banks).

I drexciyani, di cui si trovano alcuni riferimenti negli artwork degli album e in alcuni testi sono i figli delle schiave imprigionate nelle navi che salpano verso l’oceano durante la tratta degli schiavi, gettati in mare e cresciuti nelle profondità degli abissi, fra metropoli acquatiche e misteriosi viaggi nello “spazio”.

Oltre al piede stabile in UR ci sono alcune uscite musicali verso etichette che all’epoca rappresentavano la punta di diamante della produzione techno, come Rephlex (fondata da Richard D. James) per l’album Modular Enhancement e Warp Records (che è ancora oggi un punto di riferimento, grazie ad artisti del calibro di Autechre, Boards of Canada e dello stesso Aphex Twins) per The Journey Home.

Il 1997, dopo 6 Ep all’attivo, è l’anno della svolta. La Submerge invita i due artisti ad assemblare una sorta di antologia contenente gran parte del materiale prodotto fino ad allora. Un doppio cd destinato a passare alla storia come uno degli ‘amarcord’ più influenti e affascinanti della musica elettronica: The Quest.

Dopo 2 anni di pausa, durante i quali Stinson e Donald si dedicano alla messa a punto di nuove sonorità (territorio dominato dalle drum-machine Roland 909 e 808), nel 1999 vede la luce il loro primo album ufficiale: Neptune’s Lair, prodotto dalla tedesca Tresor records.

L’altro progetto è a nome Transllusion e si materializza nell’album The Opening of the Celebral Gate.
Il ritorno di Drexciya (il secondo, per l’esattezza, dopo il “falso” scioglimento avvenuto 7 anni prima) avviene nel 2002, con il cupo Harnesses the Storm, e successivame con Grava 4, che nella copertina ospita la celebre frase “Don’t be afraid of evolution“.

L’avventura musicale Drexciya è stata sempre intimamente legata alla costruzione surreale di mondi che si collocano alla perfezione nell’accezione “underground” della seconda genesi elettronica Detroitiana: ogni disco era affiancato da un concept che ne annunciava l’uscita, e a distanza di oltre un decennio il numero di curiosi attirati da questi piccoli paradossi musicali continua a crescere.

Ecco forse perché non esistono testimonianze di alcun tipo di live, e perchè il volto di James Stinson è sempre rimasto celato.

Per inquadrare in maniera soddisfacente le miriadi di riferimenti che si trovano sparsi per la rete ci vorrebbero un sacco di parole, e aspetto l’arrivo di un cultore del genere per integrare o correggere questo piccolo approfondimento senza pretese su un argomento che ha ancora parecchie zone d’ombra.

I commenti resteranno sempre aperti.

Link:

Drexcyia, video

Un gran bel video, ricco di spunti e immagini, con il sottofondo dell’introvabile traccia Davey Jones Locker

drexciyaresearchlab.blogspot.com

techno.org/electronic-music-guide/

discogs.com/artist/Drexciya

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Sembra… Diverso.

Sono stato costretto a cambiare il tema a causa di problemi con la gestione degli archivi. Futurosity è stato quindi (temporaneamente?) sostituito da Grid Focus.
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  • untore: Che sfiga o.O
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  • admin: Piccolo aggiornamento in tema Murakami. Finito lo splendido Dance Dance Dance mi sono subito ordinato A Wild...
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  • nimue: Murakami…ottima scelta. Se non l’hai già letto, ti consiglio anche “Afterdark” o, se...
  • Inside Nothing: Nothing sarebbe il nick completo, ma poi si creano dei quiproquò con l’URL del dominio. Lo...
  • Inside Nothing: aver letto e amato sia “Il lupo della steppa” che “Dog, figlio di” (ne avevo...
  • untore: Finalmente l’ho visto. Commuovente, veramente splendido, di una genuinità ed una poeticità disarmante....

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