
Vengo pubblicato su Rat-Man (per un disegnetto che neanche mi ricordavo di aver fatto), sul blog di Massimo Bonfatti e perfino sulla posta di Game Pro; mi sono addirittura spinto ad aggiornare la pagina “About”, che fino a un quarto d’ora fa conteneva solo un indirizzo e-mail, e qualcuno ha ancora il coraggio di affermare che sono pigro, che sforno pochi post!
Inutile dire che avete ragione, tutti: sto solo cercando di prendere tempo…
Stay tuned.
Su quest’argomento è stato scritto praticamente tutto, e in molti casi questi approfondimenti sono sempre uguali a sè stessi, cioè vagamente inutili, autoreferenziali e poco lucidi. Anzi, direi che la prerogativa fondamentale per ogni “buon” articolo sui blog è la sparata di almeno un paio di boiate (camuffate da rivelazioni).
Salto quindi in toto la solita introduzione storica, che sicuramente avrete già letto in angoli di web più autorevoli di questo, per passare al succo del discorso.
Brevemente, un blog è una piattaforma di pubblicazione. Per utilizzarla, almeno in teoria, non è necessaria nessuna conoscenza tecnica, e per questo ha delle limitazioni abbastanza rigide, a cominciare dal web design.
La maggior parte dei blog in cui si può incappare non ha una speranza di vita molto alta. Questo perché chi tira le redini di un blog (solitamente) non è una redazione, ma un individuo che decide di mettere in linea i suoi pensieri. O salutare gli amici. O inserire le immagini del cane (ci sono poi delle eccezioni positive, anche qui).
Fortunatamente, per queste due ultime categorie esistono altre valide alternative che semplificano tutto, che si chiamino flickr o facebook.
L’individualità, dicevo, è alla base del successo (o del fallimento) di un blog. Bisogna avere una certa esperienza e un pizzico di fortuna, o magari un po’ di furbizia e un briciolo di personalità. O magari basta ‘saper scrivere’, o essere appassionati di un determinato argomento. O essere belli. Ora che ci penso, non c’è una regola fissa, ma ci penserà qualcun altro a postularla (rileggete pure la frase d’apertura).
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